SARDINE E MORTADELLA
25 Novembre 2019
L’EQUIVOCO DEL REFERENDUM
16 Settembre 2020

Il virus che colpisce i più deboli

Ma perché questa pandemia ci ha tolto il volto e la compagnia del nostro figlio disabile senza coscienza? Perché questa cattiveria? Ogni mattina alle otto lo svegliavo con un grande sorriso e lui faceva un grazioso mugugno che corrispondeva al suo buon giorno, prima di iniziare le solite respirazioni con la pep-mask. Poi era la volta della toilette quotidiana che vedeva impegnata la sua mamma e la sua piccola colazione arricchita dalla marmellatina fatta in casa.

Chissà !! se qualche infermiera oggi si è fermata al suo letto per fargli un saluto, rivolgergli la parola. Quante ore Luigi hai aspettato in un angolo di corridoio per essere accompagnato in palestra o per mangiare il tuo pranzo?

Prima del Covid-19 io e Luigi tutte le mattine eravamo puntuali in saletta a leggere il Corriere della Sera. Figlio mio, come mi manca il solito Caffè di Gramellini che destava le tue sonore risatine prima di iniziare la fisioterapia….. !!! Quanto mi mancano le tue musiche sul tablet!!!

Ma perché un disabile in minima coscienza deve essere privato delle attenzioni e dell’amore dei sui cari? Perché non puoi più mangiare le pietanze preparate appositamente dalla tua mamma? Seguendo le prescrizioni e in un ambiente protetto e sanificato la tua mamma o il tuo papà (con apposita mascherina, guanti e camice protettivo) potrebbero sollevare l’incombenza a un OSS o un infermiere che in queste settimane devono dividersi con tanti ammalati soli.

Come è possibile che non si possa trovare il modo di vedere nostro figlio almeno una volta al giorno, così da evitargli questo inutile abbandono, le lunghe soste in un angolo di corridoio, in attesa che un medico (grazie!) magari si accorga che il povero Luigi ha una caccola nel naso o un operatore noti che la sua maglietta intrisa di bava e marmellata!!!!!

Perché questo accanimento, questo inutile abbandono, questo scarto, come dice Papa Francesco, dei disabili con problematiche così particolari, che nelle comunità residenziali o nei centri di riabilitazione, più di tutti hanno bisogno di essere stimolati, ricordati e non lasciati a se stessi per lunghe ore nel silenzio assordante di un corridoio triste, magari vicino ad altri disabili che se riescono a comunicare, pazientemente aspettano per poter essere riassettati o rimessi a letto.

Per quanto questi nostri figli devono ancora aspettare per rivedere i propri familiari?
Ciao Luigi pazienta ancora a prestissimo. Babbo

2 Comments

  1. Ciano Pinna ha detto:

    Ciao Ubaldo, quanto ti capisco. In molti abbiamo toccato con mano la pericolosità del virus ma ancora di più le regole a volte assurde e incomprensibili scritte da persone crudeli e spesso incapaci. Non parlo dei medici e delle varie figure professionali di cui si sono fatti schermo i nostri politici ma dei politici stessi, veri esecutori materiali di indicibili atti di crudeltà per cui non verranno mai puniti se non dalla giustizia divina. Auguriamoci che passi questo ormai lungo periodo e torni per tutti un pò di serenità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *